| Due isole in "cifre"
Ventotene, isola dell'arcipelago pontino è la seconda per superficie (1,247 kmq), nella sezione sud-occidentale del golfo di Gaeta, quasi a metà strada tra Ponza e Ischia. Lunga 2,700 chilometri (2,900 a livello del mare) e larga fino a 700 metri (900 a livello del mare), presenta uno sviluppo costiero di 5 miglia marine. Il punto più alto coincide con le propaggini meridionali di Punta dell'Arco, che raggiunge i 139 metri s.l.m.. Santo Stefano misura 0,287 kmq e dista da Ventotene 1852 metri. Il diametro massimo da Est a Ovest è di 750 metri e minimo, da Nord a Sud, di 500 metri. Il suo periplo è di circa 1 miglio marino. La massima altezza registrata è nella porzione centro-occidentale dell'isola, he misura 84,2 metri s.l.m.
Alla ricerca di forme |
Verso l'alto la falesia risplende ancora di giallo scuro e laddove si delineano gli strati sabbiosi attecchisce la macchia mediterranea. Navigando verso Punta Pascone, sulla roccia appaiono le belle sfumature brune o rossastre, tipiche delle stratificazioni di piroclastiti, ovvero tufi, lapilli, pomici ed altro ancora. Da Punta Pascone sino a Punta dell'Arco le pareti a picco sul mare offrono scorci d'incomparabile bellezza, intarsiate da fasce ad andamento crescente di lava scura e compatta. Punta dell'Arco è un immenso blocco di lave trachitiche e basaltiche ed a livello del mare il nero scuro è reso lucido dagli schizzi dell'acqua.
Doppiata l'estremità dell'isola, siamo di nuovo sul lato che guarda a levante ed il paesaggio cambia ancora fisionomia: anche su questo versante potremo constatare che la base "di appoggio" dell'isola presenta stratificazioni di lava disposte orizzontalmente, che però tendono ad attenuarsi in direzione dello scoglio "Romanello di Battaglia". La costa offre altri scorci, prende di nuovo forza il tufo compatto, caratterizzato in questo tratto da policromie affascinanti, che vanno dall'ocra, al marrone, al grigio, persino al violaceo. Il giro dell'isola si conclude non appena superati due scogli tufacei noti come "La Nave di Terra" e "La Nave di Fuori": essi costituiscono i residui affioranti del perimetro dell'isola, come dimostrano le antiche murature ancora visibili sulla loro sommità, resti del complesso residenziale romano in località Polveriera, sovrastante la peschiera adiacente il porto. Quando il tempo ci assiste, mettiamo la prua in direzione di Santo Stefano: un isolotto rotondo che svetta imperiosamente dal mare con le sue pareti strapiombanti e frastagliate di basalti e trachiti, qua e là traforate lungo la linea d'acqua. Più in alto, si estendono porzioni più o meno estese di tufo stratificato. |
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